Privacy Policy Cookie Policy

Info utili e
domande frequenti

Informazioni pratiche, agevolazioni e risposte alle domande più frequenti per iniziare con chiarezza.

Come funziona

Le prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche sono detraibili come spese sanitarie ai fini IRPEF, nella misura prevista dalla normativa vigente.

Attestazione per il lavoro
Per chi ne ha necessità, posso rilasciare un’attestazione di presenza relativa alla prestazione sanitaria effettuata, utile per documentare l’assenza dal lavoro, nel rispetto delle modalità previste dal proprio contratto e dall’azienda.

Welfare aziendale
Sono presente su diverse piattaforme di welfare aziendale. Se la tua azienda offre servizi di supporto psicologico attraverso una di queste piattaforme, potresti avere diritto a una prestazione gratuita o a condizioni agevolate.

Per verificare se puoi usufruirne, è necessario accedere alla piattaforma welfare prevista dalla tua azienda e verificare i servizi disponibili.

✓ Spesa sanitaria detraibile

Le prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche sono detraibili ai fini IRPEF secondo la normativa vigente.

✓ Attestazione per il lavoro

È possibile richiedere un'attestazione di presenza relativa alla prestazione sanitaria effettuata.

✓ Welfare aziendale

Se la tua azienda offre servizi psicologici attraverso piattaforme di welfare convenzionate, potresti usufruire della prestazione gratuitamente o a condizioni agevolate.

DOMANDE FREQUENTI

Prima di iniziare un percorso è normale avere dubbi su come funziona la terapia, soprattutto quando si tratta di temi personali come la sessualità, la coppia o le difficoltà psicologiche.

Ho raccolto alcune delle domande che mi vengono poste più frequentemente.

Il primo colloquio serve soprattutto a conoscerci e a comprendere che cosa ti ha portato a chiedere aiuto in questo momento.

Non è necessario arrivare con una diagnosi o sapere già esattamente quale sia il problema. Partiremo da ciò che stai vivendo, cercando di comprendere insieme la tua situazione, ciò che ti preoccupa e che cosa vorresti cambiare.

Il primo incontro è anche un’occasione per capire se il mio modo di lavorare può essere adatto alle tue esigenze.

La durata abituale del colloquio è di circa un’ora.

La frequenza degli incontri viene concordata insieme, in base alle esigenze della persona, al tipo di percorso e alla fase che si sta attraversando.

Sì. Svolgo percorsi di psicoterapia, sessuologia e consulenza anche online.

Il lavoro online può essere una soluzione particolarmente utile per chi vive lontano dallo studio, ha difficoltà organizzative o preferisce questa modalità.

Sì. Anche la terapia di coppia può essere svolta online.

La modalità a distanza permette alla coppia di lavorare insieme anche quando non è possibile raggiungere lo studio con facilità. Le modalità del percorso vengono valutate in base alle esigenze della coppia e alla situazione specifica.

Certamente.

Le difficoltà sessuali non riguardano necessariamente la relazione con un partner. Possono coinvolgere il rapporto con il proprio corpo, il desiderio, l’eccitazione, l’orgasmo, l’ansia legata alla sessualità, l’autostima o il modo in cui si vive la propria sessualità.

Il percorso sessuologico può quindi essere individuale, anche quando non è presente una relazione di coppia.

Non necessariamente.

Dipende dalla situazione e da ciò che stai vivendo. In alcuni casi può essere utile iniziare individualmente per comprendere meglio la propria esperienza; in altri può essere più indicato lavorare direttamente con entrambi i partner.

La scelta viene valutata insieme, senza che sia necessario decidere tutto prima del primo colloquio.

Sì.

Può capitare che una difficoltà riguardi contemporaneamente la persona e la relazione, oppure che inizialmente sia più semplice affrontarla individualmente.

Quando può essere utile coinvolgere il partner, ne possiamo parlare e valutare insieme come farlo e con quali modalità.

La terapia di coppia è uno spazio in cui entrambi i partner possono portare il proprio punto di vista e comprendere meglio ciò che accade nella relazione.

Non si tratta di stabilire chi ha ragione o chi ha torto, ma di comprendere le dinamiche che si sono create tra i partner, il modo in cui ciascuno contribuisce a mantenerle e ciò che entrambi stanno cercando nella relazione.

Il lavoro può riguardare conflitti, comunicazione, distanza emotiva, fiducia, cambiamenti nella coppia, intimità e sessualità.

Sì. È possibile richiedere un’attestazione di presenza relativa alla prestazione sanitaria effettuata.

L’attestazione può documentare la presenza al colloquio, senza riportare informazioni sul contenuto del percorso o sulla propria situazione personale.

Le modalità con cui l’assenza viene riconosciuta o giustificata dipendono comunque dal proprio contratto di lavoro e dalle regole aziendali.

Sì. Le prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili ai fini IRPEF, secondo la normativa fiscale vigente.

Per le modalità e i limiti della detrazione è sempre opportuno fare riferimento alle disposizioni fiscali aggiornate.

È possibile usufruire delle prestazioni attraverso alcune piattaforme di welfare aziendale con cui collaboro.

Se la tua azienda mette a disposizione un servizio di supporto psicologico attraverso una di queste piattaforme, potresti avere accesso alla prestazione gratuitamente o a condizioni agevolate.

La disponibilità e le condizioni dipendono dal piano welfare della propria azienda. Per verificare se puoi usufruirne, è necessario accedere alla piattaforma prevista dal tuo datore di lavoro.

La privacy e la riservatezza sono parte essenziale del rapporto terapeutico.

Le informazioni condivise durante i colloqui vengono trattate nel rispetto della normativa sulla privacy e del segreto professionale.

La documentazione relativa al percorso viene conservata secondo quanto previsto dalla normativa e dalle disposizioni professionali vigenti.

Se hai dubbi specifici sul trattamento dei tuoi dati, puoi chiedermelo prima di iniziare il percorso.

Il primo colloquio è innanzitutto un’occasione per conoscerci e per capire che cosa ti sta portando a chiedere aiuto proprio in questo momento.

Ti farò alcune domande sul tuo contesto e sulla tua storia, non per ricostruire ogni dettaglio della tua vita, ma per comprendere meglio il mondo in cui ciò che stai vivendo si inserisce.

Una parte importante del colloquio sarà invece dedicata a ciò che tu vivi come problematico: che cosa ti sta facendo stare male, come lo stai vivendo e che cosa ti aspetti dal percorso e dal mio lavoro.

Durante il colloquio potrei restituirti alcune osservazioni o proporti un punto di vista diverso. Non si tratta di dirti quale sia la verità o di giudicare ciò che fai: sono spunti che possono aiutarti a guardare ciò che stai vivendo da una prospettiva nuova.

Il percorso, infatti, non parte dall’idea che io abbia già la risposta. Non ho la verità in tasca: cerco di comprendere insieme a te ciò che sta accadendo, coinvolgendoti anche nel mio modo di ragionare.

La terapia di coppia non è un luogo in cui stabilire chi ha ragione e chi ha torto, né uno spazio in cui io mi schiero con uno dei due partner.

Cerco piuttosto di aiutare entrambi a far emergere il proprio punto di vista, le proprie esigenze e il modo in cui ciascuno vive ciò che accade nella relazione.

Molte difficoltà di coppia assumono la forma di un cerchio o di una spirale: ciò che fa uno influenza l’altro, la reazione dell’altro modifica nuovamente il comportamento del primo e, nel tempo, questa dinamica può diventare difficile da interrompere. Questo non significa distribuire colpe, ma comprendere la responsabilità che ciascuno può avere nel mantenere o modificare ciò che accade.

La terapia può diventare quindi uno spazio per conoscere meglio sé stessi e l’Altro, comprendere le differenze e, quando possibile, trovare punti di incontro.

A volte posso fare da una sorta di “traduttore” tra i due: aiutare ciascuno a esprimere ciò che sta cercando di comunicare e a comprendere qualcosa che, nella quotidianità, viene facilmente frainteso. Altre volte il mio compito è semplicemente aiutare la conversazione a non sfuggire di mano, mantenendo uno spazio sufficientemente sicuro perché entrambi possano parlare.

Non do per scontato che una coppia debba necessariamente rimanere insieme e non lavoro per convincere le persone a restare nella relazione. L’obiettivo è piuttosto aiutare entrambi a comprendere meglio ciò che stanno vivendo e a poter scegliere con maggiore consapevolezza come stare nella relazione.

Sì. E non è necessario raccontare tutto subito.

Ognuno può condividere ciò che sente e ciò che si sente di raccontare, utilizzando le parole e il linguaggio che gli sono più naturali. Se senti di voler parlare di un aspetto ma non sai da dove cominciare, posso aiutarti attraverso alcune domande esplorative. Se invece preferisci fermarti, possiamo farlo: non c’è fretta.

La sessualità può essere una parte importante del percorso, ma non è necessariamente il centro di tutto il lavoro.

Per comprendere una difficoltà sessuale può essere utile guardare anche a ciò che accade in altri ambiti della vita. A volte, per esempio, può essere interessante confrontare il modo in cui una persona affronta la sessualità con il modo in cui affronta lo sport, il lavoro o altre situazioni in cui si sente messa alla prova.

Questo permette di capire se alcuni modi di pensare, di reagire o di stare con sé stessi compaiono soltanto nella sessualità oppure anche in altri contesti.

Una difficoltà sessuale, inoltre, non significa necessariamente che ci sia un problema nella coppia. Può essere collegata a periodi di stress o di poca tranquillità, a esperienze passate, a traumi o ad altri aspetti della vita della persona.

Quando è coinvolta anche la coppia, può però essere molto importante poter lavorare insieme sulla difficoltà, senza trasformarla nella ricerca di “chi è il problema”.

L’obiettivo non è far sentire una persona “rotta”, “sbagliata” o come una macchina da aggiustare. È cercare di comprendere che cosa sta succedendo e che significato ha per quella persona e, quando necessario, per la coppia.

Rimaniamo in contatto

Accanto alla libera professione, collaboro con realtà specializzate nel campo della salute psicologica e sessuale.

F

Collaboro con Miosessuologo, piattaforma specializzata nel benessere sessuale e relazionale, attraverso cui svolgo percorsi online di sessuologia e terapia di coppia.

serenis

Collaboro inoltre con Serenis, centro medico che offre percorsi di psicoterapia e supporto psicologico online e, in alcune sedi, anche in presenza.